ESPRESSO: lo spettrografo vede la prima luce al Very Large Telescope dell'ESO

Il grande momento è arrivato: ESPRESSO, l’Echelle Spectrograph for Rocky Exoplanet and Stable Spectroscopic Observations, il cacciatore di pianeti terrestri, lo strumento che può svelarci i segreti di una nuova Fisica, ha registrato la prima luce di oggetti celesti al telescopio VLT da 8.2m dell’ESO. 

La notte 27 novembre 2017 ESPRESSO ha finalmente raccolto attraverso il VLT la luce di alcune stelle e quasar, dimostrando la sua portentosa capacità di analizzare la radiazione grazie ai primi “spettri” che hanno confermato il comportamento all’altezza delle aspettative dello strumento.

ESPRESSO era stato smontato ed inviato in Cile in agosto,leggi qui la notizia, affrontando le peripezie di un viaggio lungo e insidioso. Le casse si son trovate a transitare per Miami tra l’uragano Irma e l’uragano Maria e sono arrivate all’Osservatorio di Paranal in settembre, dopo aver subito non pochi sballottamenti, ma hanno resistito.

A tempo di record è stata verificata l’integrità di tutti i componenti e lo strumento è stato rimontato, allineato e verificato nel sottosuolo del Coudé Combined Laboratory, dove gode delle condizioni particolarmente stabili, sia dal punto di vista meccanico, che di temperatura e pressione, condizioni necessarie per raggiungere una precisione mai ottenuta prima. Via via tutti i sottosistemi hanno ripreso vita: elettronica, optomeccanica, rivelatori, front end, calibrazioni, controlli, fibre ottiche, lenti, specchi, reticoli di diffrazione, computer, programmi... e dopo poche prove hanno iniziato ad eseguire assieme la loro parte.

Ed è così che ESPRESSO ha potuto dimostrare di essere in ottima forma fin dal primo momento, decisamente superiore allo strumento che ha finora dominato la ricerca dei pianeti terrestri da terra, HARPS.

Il team ESPRESSO dell'Osservatorio è costituito da Stefano Cristiani, Co-PI dello strumento, Paolo Molaro, Project Scientist, Paolo Di Marcantonio, Software system engineer e responsabile del sofware di controllo, Roberto Cirami, software di controllo, Giorgio Calderone, software di controllo, Paolo Santin, software di controllo, Igor Coretti, responsabile del gruppo per l'elettronica, Veronica Baldini, elettronica, Valentina D'Odorico, responsabile del gruppo software di analisi dati e Guido Cupani software di analisi dati.

Come c'era da aspettarsi, i commenti a caldo dei componenti il team al lavoro in questi giorni in Cile sono entusiastici.

Giorgio Calderone “si sente un pò come un musicista in un’orchestra, che si prepara per tanto tempo a suonare la nota giusta al momento giusto e realizzare così un bel concerto. Io mi sono preparato per tre anni per far sì che tutti i dispositivi di ESPRESSO suonassero all'unisono la stessa aria, in cima al Cerro Paranal, un'ora dopo il tramonto del 27 novembre.”

Ed emozionatissimo è Guido Cupani “Nonostante gli anni di lavoro passati a progettare e realizzare i vari sottosistemi dello strumento, veder apparire gli spettri sullo schermo ha un che di miracoloso. Sembra incredibile che la luce che vediamo abbia attraversato buona parte dell’Universo per arrivare fin da noi. Eppure è così, e il delicatissimo sistema di elementi ottici ha fatto il suo lavoro, disperdendo questa luce in lunghezze d’onda in modo da rivelarne il ricchissimo contenuto d'informazione. L’emozione in questo caso è stata doppia, perché dopo pochi minuti avevamo già in mano lo spettro calibrato su cui fare le prime misure scientifiche.”

Guido presegue “Mi affascina l'idea che ESPRESSO possa gettare nuova luce su alcune questioni fondamentali: quanto sono comuni i pianeti di tipo terrestre? le costanti della fisica sono davvero costanti o cambiano nel tempo? Ma non è tutto qui. È come se la nostra vista sul cosmo si fosse acuita di colpo: usando contemporaneamente tutti e quattro i telescopi del VLT riusciremo a disegnare una mappa del mezzo intergalattico in modo molto più approfondito e a chiarire importanti questioni ancora aperte sulla sua evoluzione in rapporto all’evoluzione delle galassie. Come spesso accade, penso che quello che troveremo ci stupirà. L’avventura di ESPRESSO è soltanto all’inizio.”

E infine, Paolo Di Marcantonio aggiunge "ESPRESSO rappresenta uno spartiacque per la strumentazione ESO. E’ uno dei primissimi strumenti in cui la vecchia tecnologia di controllo basata sui bus VME è stata interamente sostituita da nuovi controlli basati sui PLC e su camere tecniche ad alte prestazioni. La bontà di queste scelte è emersa in tutte le fasi del progetto ed è attestata dal fatto che questa tecnologia verrà adottata anche per la futura strumentazione per l’ELT. Aggiungendo che ciò ha richiesto sviluppo ex-novo di varie parti del software sia di controllo che di analisi dati è stato per me veramente un onore aver potuto coordinare un gruppo di persone affiatate e competenti in grado di poter affrontare positivamente questa sfida così impegnativa.”

Ulteriori informazioni e immagini sono disponibili sul notiziario MEDIA INAF.

I componenti del team ESPRESSO dell'osservatorio triestino

in trasferta in Cile

 

Carrellata di istantanee dal Cile: