Fenomeni transienti e di variabilita'

 
Lo studio di fenomeni transienti e di variabilita', periodica o semi-periodica, e' fondamentale sia per identidicare correttamente i mecchanismi responsabili delle variazioni di luce osservate, sia per identificare i progenitori di una determinata classe di transienti e/o variabili. Lo studio dettagliato di ciascun oggetto serve a definire e popolare ciascuna classe di oggetti fornendone il quadro generale e l'interpretazione piu corretta. L'uso di osservazioni multibanda e di alta qualita' e' essenziale a detto scopo. 
 
Esempi di studi osservativi di transienti e variabili in corso: 
1) osservazioni spettroscopiche ad alta risoluzione in banda ultravioletta e ottica (coordinate con osservazioni X e gamma) di novae classiche brillanti. I dati collezionati permettono di:
_ determinare la geometria dell'ejecta, la sua struttura di ionizzazione,  massa e "filling factor", nonche' composizione e possibili disomogenieta'  
_ creare un database di confronto che serva da chiave interpretativa per tutte le novae passate o future che sono/saranno incomplete in termini di bande cromatiche osservate o copretura temporale. 
_ identificare/definire lo spazio dei parametri da esplorare nelle simulazioni 3D che riproducono l'innesco dell'outburst, lo sviluppo e propagazione della reazione termonucleare, e la finale espulsione di materia. 
 
2) spettroscopia a risoluzione temporale di binarie interagenti. Questa permette sia di determinare i parametri del sistema binario (periodo, funzione di massa o addirittura masse dinamiche), sia di identificare correttamente la regione responsabile di una determinata emissione e il meccanismo che la controlla (disco di accrescimento, stella secondaria irradiata o attiva). I primi contribuiscono a identifcare i percorsi evolutivi di una data classe di oggetti. I secondi sono gli unici che permettano di studiare fenomeni di accrescimento e di trasferimento di massa su oggetti compatti (nane bianche e stelle di neutroni), nonche' gli effetti della perdita di massa da parte della stella secondaria. 
 
3) osservazioni spettroscopiche di "stellar mergers". Il primo e unico "stellar merger" mai osservato in diretta e' V1309 Sco, nel 2008. Le osservazioni raccolte durante l'evento di "merging" e quelle raccolte ora a distanza di anni ci permettono sia di caratterizzare il fenomeno sia di essere in grado di interpretare correttamente oggetti similari per i quali il transiente dovuto all'incontro stellare non e' stato osservato. 
 
4) le curve di luce del satellite Kepler/K2 mostrano che tutte le stelle sono variabili. Le curve di luce Kepler di variabili cataclsmiche si stanno dimostrando fondamentali per la corretta interpretazione e costruzione di modelli che spieghino le variabilita' osservate. Le curve di luce di stelle isolate invece possono fornire informazioni circa i periodi di rotazione (e/o eventuali pulsazioni), importanti nell'interpretazione dello stato evolutivo (e/o della struttura stellare interna).
 
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