| Astrofisica
relativistica e particellare |
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| Fenomeni esplosivi nell'Universo I Gamma-Ray Bursts L'energia osservata dei GRB e' mediamente 10^52/10^53 erg, la più alta mai prodotta in qualsiasi esplosione. In realta', poiche' i GRB non sono emettitori sferici, ma possiedono invece getti collimati, l'energia intrinseca, corretta per l'angolo di apertura del getto, e' piu piccola, circa 10^50 erg, che rappresenta sempre una quantita' di energia enorme, ma più simile a quella di altre esplosioni note, come le supernovae. La comprensione della fisica dei GRB e' basata soprattutto sulla rivelazione e studio delle loro controparti a energie più basse: gli afterglow X, ottici, infrarossi e radio. L'Osservatorio di Trieste e' coninvolto in diversi programmi osservativi per il monitoraggio di afterglow a piu' frequenze. Tra questi spicca REM, il piccolo telescopio robotico situato a La Silla e specializzato nel follow-up di transienti di alta energia. Uno dei primari scopi di REM, che ha gia' rivelato e seguito molte controparti ottiche e infrarosse di GRB, e' quello di rivelare, grazie alla copertura simultanea delle bande ottica e infrarossa, le controparti di GRB ad altissimo redshift e utilizzare cosi i GRB per investigare l'Universo primordiale. persona di riferimento: Elena PIAN La connessione tra i GRB e le Supernovae Per 4 dei 5 GRB/XRF a redshift piu' basso (z < 0.2) e' stata rivelata e identificata spettroscopicamente una supernova. In tutti i casi essa e' di tipo Ic, cioe' e' prodotta dall'esplosione di una stella massiccia che, prima di morire, ha perduto completamente il suo inviluppo di idrogeno ed elio. Questa sembra infatti essere una condizione imprescindibile per la formazione di un GRB: un getto altamente relativistico verrebbe frenato significativamente prima di uscire dalla superficie di una stella se l'inviluppo di quest'ultima fosse troppo massiccio. Tutti i 4 GRB vicini e le loro supernovae sono stati osservati da telescopi dell'ESO, primariamente NTT e VLT, e le proprietà delle SNe sono state studiate in buona parte grazie al nostro lavoro. Dati i pochi casi conosciuti e la loro grande varietà la prosecuzione dello studio promette nuove eccitanti sorprese. Il nostro programma si svolge in collaborazione con INAF-Pd, MPA-Garching, U.Tokyo, UC-Berkeley, e Caltech, ed ha sia un aspetto osservativo, con dati ottenuti con VLT, Subaru, Keck, Palomar, che uno modellistico, per determinare le proprietà delle SNe e dei loro progenitori. persone di riferimento: Elena PIAN, Paolo Mazzali Proprietà fisiche delle SNe Ia Per verificare la validità delle SNe Ia come candele standard per la cosmologia è necessario capirne le proprietà fisiche. E' in corso una collaborazione con INAF-Pd e MPA-Garching, nell'ambito della European Supernova Collaboration (ESC) per l'osservazione e l'analisi di SNe vicine, come seguito della RTN 2002-2006. Il ruolo di INAF-OATs è di condurre la parte di modelling delle osservazioni sia da terra che con HST, Swift e Galex. In questo lavoro sono coinvolti postdoc e studenti a Pd ed MPA. persona di riferimanto: Paolo Mazzali |
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